Arriva l’Earth Hour e non c’è più tempo da perdere.

Arriva l’Earth Hour e non c’è più tempo da perdere.

Un’ora, sessanta minuti, una piccolissima frazione della nostra giornata può essere utilizzata per uno scopo realmente importante?

Crediamo proprio di sì.

Oggi, dalle 20.30 alle 21.30, scatta l’Earth Hour. L’iniziativa, promossa su scala mondiale da WWF  per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini su un tema che scotta sempre di più come quello ambientale, vedrà spegnersi “simbolicamente” le luci in ogni angolo del mondo: un’ora di buio che coinvolgerà monumenti, luoghi simbolo, sedi istituzionali, uffici, imprese e abitazioni private.

Proprio ieri Elena Dusi su “La Repubblica” ha documentato il lavoro di alcuni ricercatori del CNR e della Sapienza che, per la prima volta, hanno analizzato la situazione dei fondali dello Stretto di Messina ad una profondità di circa mille metri. Il risultato della ricerca è stato sconvolgente: utensili e arredamenti vari, giocattoli, quantità infinite di plastica e, addirittura, un automobile; queste sono solo alcune delle impressionanti immagini che la Minerva Uno ha mostrato al mondo in superficie.

Dalle cinque campionature effettuate nelle acque dello Stretto è risultata una densità di spazzatura superiore di mille volte ad altri censimenti simili sui macro-rifiuti dei fondali.

Ad acuire le responsabilità dell’uomo ci pensa anche la conformazione geologica dei fondali tra Reggio e Messina: la grandissima ripidità e, soprattutto, la presenza di grandi canyon sono le condizioni ideali per il trasporto di detriti e spazzatura; inoltre, l’impossibilità degli studiosi di andare oltre i 600 metri di profondità desta grande preoccupazione perchè con l’aumentare della profondità aumentano il freddo e il buio rallentando in modo molto sensibile la decomposizione della plastica e, quindi, l’accumulo sempre maggiore di materiale inquinante.

Noi che viviamo in questa parte (meravigliosa) del mondo dovremmo capire che il tempo a nostra disposizione sta finendo, non solo per noi ma, soprattutto, per chi verrà dopo di noi, se non vogliamo che la nostra epoca venga ricordata come “l’epoca della geo-monnezza” siamo arrivati ad un punto di non ritorno: o adesso o sarà troppo tardi.

Dobbiamo cambiare, correggere le nostre abitudini, fare la differenza per la nostra salute e per quella del nostro pianeta. La costruzione di una società più sostenibile e rispettosa dell’ambiente passa per dei piccoli “accorgimenti” che, il WWF, ha riassunto in un decalogo di consigli pratici:

1. Acquistare elettrodomestici di classe A, preferire le lampadine a led e utilizzare la luce solo in caso di necessità permette di ridurre lo spreco di energia elettrica.

2. Non lasciar scorrere l’acqua del rubinetto e utilizzare lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico consente di salvaguardare una risorsa fondamentale per il Pianeta.

3. Camminare o utilizzare una bicicletta per andare al lavoro migliora la propria salute e allo stesso tempo riduce l’emissione di combustibili fossili.

4. Moderare il consumo di carni rosse provenienti da allevamenti intensivi che hanno un forte impatto sull’ambiente attraverso le emissioni di CO2.

5. Dedicarsi alla raccolta differenziata: riciclare il più possibile è uno dei moniti più diffusi per evitare gli sprechi.

6. Fare una spesa intelligente utilizzando borse di tela per scongiurare lo spreco di rifiuti di plastica che potrebbero finire nei corsi d’acqua e nei mari.

7. Ridurre il consumo di carta stampando documenti solo se strettamente necessario permette di contenere le emissioni e salvaguardare le foreste.

8. Acquistare prodotti di stagione permette di evitare l’emissione di grandi quantità di anidride carbonica causate da coltivazioni in serra.

9. Monitorare il riscaldamento e l’isolamento termico della propria abitazione per evitare la diffusione di ulteriori polveri sottili.

10. Prediligere l’abbigliamento biologico: i vestiti di fibre naturali sono biodegradabili, riciclabili ed ecosostenibili.

#Ntc crede tantissimo in questa sfida e adotterà tutte le misure necessarie per promuovere e diffondere il più possibile la “cultura del cambiamento”, la medicina di cui il nostro pianeta ha tanto bisogno.

La partita è cominciata, il tempo scorre e dobbiamo iniziare a fare sul serio perchè l’avversario è molto ma molto duro, almeno sulla….plastica.

 

 

 

 

 

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